Broadchurch - Series II...KUDOS FILM AND TELEVISION PRESENTS
BROADCHURCH SERIES 2 FOR ITV
EPISODE 6
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PICTURED : CHRALOTTE RAMPLING as Jocelyn Knight.
Copyright ITV/Kudos.

Il verdetto

E infine giunse il verdetto.

Quattro i premi che i partner di FictionLab hanno attribuito.

Il sostegno di 15.000 € che Rai Fiction stanzierà per l’attivazione di un progetto è stato attribuito al period drama RAGAZZE DI CONFINE diLara Prando, Benedetta Gallo, Raffaella Persichella, moderno romanzo di formazione di due giovani ragazze che a Trieste nel 1947 sono alle prese con conflitti geografici e culturali, nazionalismi e pregiudizi di genere.

Sky ha invece scelto di premiare – sempre con uno stanziamento di 15.000 € – il dramedy GIAMAI’CA (già Toxicity), scritto da Matteo Berdini e Ulrik Bruel Gerber, anarchico, irriverente racconto della quotidianità di borgata tra sopravvivenza e multietnicità che si incontrano e scontrano.

La giuria di Anica e APT ASSOCAZIONE PRODUTTORI TELEVISIVI – composta da Stefano Balassone, Laurentina Guidotti, Federica Lucisano, Matteo Levi e Chiara Sbarigia, chiamata a scegliere il progetto cui attribuire 5.000 € stanziati dalle due associazioni di categoria  – ha voluto premiare il prison crime 41 BIS scritto da Ivano Fachin, Sofia Bruschettastoria di Diego studente di giurisprudenza condannato e rinchiuso in carcere per l’omicidio della madre. E’ errore giudiziario? Una menzione speciale è stata data a LOMBROSO di Luca Pedretti, Giustino Pennino e Davide Orsini.

La giuria di qualità messa in campo dalle due realtà promotrici di FictionLab, ovvero Film Commission Torino Piemonte e TorinoFilmLab,composta dal critico Luca Bandirali, la produttrice Verdiana Bixio, la sceneggiatrice Barbara Petronio, il regista Lucio Pellegrini e l’attore Fabio Troiano ha scelto Luca Pedretti, Giustino Pennino e Davide Orsini autori di LOMBROSO  quali destinatari di ulteriori 5.000 € a favore della scrittura seriale con questa motivazione: per la capacità di raccontare un personaggio affascinante e controverso attraverso codici di genere sia nuovi che consolidati. La sfida sarà quella di essere all’altezza di sviluppare un progetto nazionale con una grande propensione al mercato internazionale.

Ad ARIANNA MECCANICA  di Matteo Visconti, Giacomo Bisanti e Costanza Durante è andata una menzione specialeper l’idea originale e ambiziosa di unire il teen drama alla fantascienza e la capacità di osare nel raccontare tematiche universali e riconoscibili.

 

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Final countdown

C’è una celebre vignetta dei Peanuts in cui un ascetico Linus sentenzia: “Nulla dura per sempre. Tutte le belle cose devono finire”, e un malinconico Charlie Brown ribatte: “E quando cominciano?”

Lo sappiamo, è una citazione che abbiamo già usato lo scorso anno, ma siccome è andata bene vogliamo essere scaramantici.

La seconda edizione del FictionLab è finita.

Gli autori dei nove progetti finalisti ora avranno a disposizione meno di un mese per oliare gli ingranaggi narrativi delle loro storie in vista della consegna definitiva.

Un grande in bocca al lupo a Sofia Bruschetta e Ivano Fachin per 41 bis ; Giacomo Bisanti e Matteo VIsconti (ai quali si è aggiunta per il rush finale Costanza Durante) per Arianna meccanica; Elena Donadon e Davide Serino per INRI – Sura 109; Matteo Carlomagno e Lorenzo Colonna per L’educazione di Irene; Mirko Cetrangolo e Stefano Di Santi per La rete; Davide Orsini, Luca Pedretti e GIustino Pennino per Lombroso; Gianluca Bernardini e Paolo Borraccetti per Poteri forti; Benedetta Gallo, Raffaella Persichella e Lara Prando per Ragazze di confine; Matteo Berdini e Ulrik Brüel Gerber per Toxicity.

Chi vincerà la seconda edizione del FictionLab?

P.S. La cerimonia di premiazione è prevista per i primi di luglio.

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Tutte le storie parlano di persone che vogliono scopare

“Tutto nel mondo è sesso tranne il sesso. Il sesso è potere.” 

Oscar Wilde

Neil Landau nel capitolo settimo del suo libro “Showrunner” sostiene che tutte le storie parlano di persone che cercano di scopare. Si tratta di un’estremizzazione, ovvio, oltre che di una maniera facile e immediata di ottenere attenzione.

In realtà non è vero. Non tutte le storie parlano di questo, perlomeno non direttamente. Tutte le serie televisive mettono in scena relazioni tra esseri umani. Le relazioni, nella vita come nella “fiction”, hanno degli alti e bassi, ma alla fine, in un modo o nell’altro, si torna sempre allo status quo. Quando alla relazione si aggiunge l’atto sessuale invece tutto può succedere. E il ritorno allo status quo è inficiato da un elemento narrativo non indifferente. “Certamente”, continua Landau, “va fatta una distinzione tra infatuazione, sesso, desiderio, passione, intimità, impegno, matrimonio e amore. Ma, per poter proseguire il discorso, iniziamo con l’atto fisico di due corpi nudi che abbassano le loro difese e restano aperti all’intimità del tocco dell’altro, senza escludere poi le dinamiche di potere che vanno a braccetto con tutto questo”.

Eccolo il punto: le dinamiche di potere. Nelle serie tutto ruota intorno a questo. Il potere è un motore potentissimo.

Dopo il sesso quali saranno i nuovi paradigmi di quella relazione umana? Chi terrà il coltello dalla parte del manico? Come si riconfigureranno i due “amanti” all’interno dei rispettivi sistemi di relazione?

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Il Lab dei nove

La rete41 bisPoteri fortiLombroso, InriArianna meccanicaToxicity, Ragazze di confine, L’educazione di Irene.

 

La rete

La rete

Mentre dorme sulle poltroncine dell’aeroporto di Francoforte. Pietro Bottero lo conosciamo così. La barba sfatta, il vestito buono ma sgualcito, una pila di giornali sportivi a fargli da cuscino. Un’occhiata al pannello di arrivi e partenze lo tranquillizza: mancano ancora due ore all’atterraggio del volo Lufthansa proveniente da Mosca. Pietro ha tutto il tempo di recarsi in bagno, radersi, cambiare camicia e sistemarsi i pochi capelli lisci e biondastri con dei precisi colpi di pettine. E’ un uomo nuovo quando alle 9,09 sorseggia un caffè al bancone del bar vista vetrata. Dietro il croccante giornale del mattino, Pietro ha appena adocchiato la sua preda: Yuri Bororin, classe 1988, mezz’ala russa del Manchester City. Il calciatore è accompagnato dalla sua guardia del corpo, dall’algida fidanzata e dal procuratore sovrappeso. La combriccola ha fatto scalo in attesa del volo AZ947 per Genova. Bororin firmerà per la Sampdoria C’è già scritto, nero su rosa, sulla prima pagina della Gazza.

Bel colpo, la Samp. Nulla da dire. Senonché…  Quando Bottero si piazza allo stesso tavolo di Bororin non ha certo bisogno di presentazioni. E’ un po’ che è fuori dal giro, ma la sua fama di direttore sportivo è arrivata anche oltre confine. Un tempo Bottero era il padrone del calcio italiano, prima di beccarsi una squalifica per cinque anni. Roba vecchia però. Ora è tornato. E ci mette davvero poco a convincere Bororin a non salire sull’aereo per Genova, a dirottare su Torino e a firmare un triennale col Toro.

Solo che Bottero non lavora per il Toro, al momento è ancora disoccupato. E’ stata un’iniziativa personale, la sua. Vuole rientrare e vuole farlo a suo modo. Ha una rivincita da prendersi, una vendetta da compiere contro quelli che lo hanno fregato cinque anni prima, e l’unico modo per riuscirci è immergersi nuovamente nel fango del mondo del calcio.

“La rete” è un progetto seriale di Mirko Cetrangolo e Stefano Di Santi.

Toxicity

Toxicity

Che cosa accadrebbe in Italia se una famiglia di occupanti abusivi, numerosa e razzista, fosse costretta a dividere un appartamento popolare con una famiglia di somali in altrettanta precarietà, per errore della stessa amministrazione che da anni gli promette considerazione?

Da qui parte il racconto dell’incontro forzato tra la famiglia Masciopinto, torinesi virulenti e pieni di vita, fascisti anarcoidi e aspiranti artisti tenuti faticosamente insieme da un capofamiglia che coltiva inconsciamente il sogno di abbandonare tutti e fuggire, e la famiglia di Abdirashid, un somalo che vivacchia con un permesso di protezione sussidiaria mantenendo due figli piccoli e una moglie che ha un unico obiettivo: raggiungere la sorella in Danimarca con tutta la famiglia.

Questi due sistemi familiari, separati apparentemente da anni luce per cultura e interessi, finiranno presto per collidere. E nel più fragoroso dei modi.

Tra di loro s’innestano le vicende della famiglia Buondonno – un ras di Barriera di Milano – e della famiglia Giolo – quella del vigile-sceriffo di Barriera di Milano, un piccolo Kojak incrociato con Dexter, che sogna di ripulire Barriera da Buondonno e tutti i mafiosetti del quartiere a bordo della sua punto bianca primo modello.

A incorniciare il racconto delle aspirazioni delle quattro famiglie un misterioso delitto…

“Toxicity” è un progetto seriale di Matteo Berdini e Ulrik Brüel Gerber.

L'educazione di Irene

L’educazione di Irene

Se il mondo è assurdo – o comunque opaco, indecifrabile -, diceva Jean Claude Carrière, bisogna ascoltare la voce di coloro la cui mente è apparentemente stravolta. Essi hanno forse maggiori possibilità di noi (noi, i “normali”) di penetrare nella boscaglia in cui viviamo. Essi hanno forse un contatto diretto col nodo oscuro delle cose. Hanno perso la testa a nostro maggior beneficio.

A Torino, nella periferia più degradata, tra le fabbriche abbandonate e i campi rom, c’è un’anonima palazzina che ospita cinque persone affette da disagio psichico. In questa comunità finisce a scontare una pena detentiva Irene, ragazza cinica, superficiale e pure un po’ zoccola. Centinaia di ore di servizi socialmente utili, per una come lei, abituata a vivere di squallidi espedienti, equivalgono all’inferno. E così il mondo di Irene e quello della comunità entrano in collisione. Eppure Irene, che nonostante la disavventura giudiziaria non ha mai abbandonato il proprio sogno di gloria di arricchirsi con il gioco più sporco che c’è (la politica), decide di sfruttare gli ospiti della struttura psichiatrica a suo vantaggio. Il cinismo vincerà?

“L’educazione di Irene” è un progetto seriale di Matteo Carlomagno e Lorenzo Colonna.

Lombroso

Lombroso

Perché mai uno scienziato positivista e razionale, affermato e celebre, a un certo punto della vita, avrebbe avallato le tesi dello spiritismo, andando incontro a forti contestazioni accademiche?

Dopo un prologo nel 1873 in cui Lombroso con l’assistente Tenchini riesce ad arrestare Vincenzo Verzeni, il primo serial killer italiano, la storia ci trasporta direttamente a fine secolo, nel 1893, all’epoca in cui lo scienziato, a capo del manicomio criminale di Torino, si trova alle prese con una serie di omicidi che fomentano non solo il terrore in città, ma anche strane superstizioni: pare che l’omicida sia la figura fantasmatica di una donna velata, personaggio leggendario della Torino di metà Ottocento.

Aiutato dal fido Carrara, Lombroso setaccerà gli ambienti torinesi dovendosi da una parte confrontare con la commissione investigativa del monarchico Gualdi, severo e scettico, e dall’altra con figure misteriose come la medium Eusapia Palladino. Parallelamente dovrà tutelare la sua vita familiare, con la figlia Gina ribelle e filoanarchica, la figlia Paola fidanzata con Carrara e sempre a rischio coinvolgimento, la moglie Nina e i tre figli minorenni Ugo, Leo e Arnaldo preoccupati per il carico di stress di cui si fa carico il padre.

Il desiderio della verità è l’elemento che distingue le menti brillanti dai comuni mortali. La spinta verso l’ignoto e la conoscenza sono alla base di scoperte, intuizioni, invenzioni. E spesso anche vere e proprie avventure, come in questo caso.

“Lombroso” è un progetto seriale di Luca Pedretti e Giustino Pennino con la collaborazione di Davide Orsini.

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INRI – Sura 109

Surat al-Kafirun è il nome della Sura 109 del Corano. Al-Kafirun significa “i miscredenti”. La Sura dei miscredenti è un’invocazione: a voi la vostra religione, a me la mia.

E’ l’alba. In un vicolo di Roma una volante dei carabinieri è parcheggiata a bloccare il transito in modo che nessuno possa intralciare la scena del crimine su cui torreggia massiccio Enrico Parenti, 45 anni, del nucleo investigativo dei ROS. Osserva il cadavere ai suoi piedi: un ragazzo nordafricano crocifisso a terra, le mani e i piedi inchiodati nelle fessure dei sanpietrini, al posto della corona di spine un taglio seghettato intorno alla testa.

Enrico inizialmente non vorrebbe seguire il caso, ma il ritorno del figlio Claudio, che ha appena deciso di abbracciare l’Islam, contribuisce a fargli cambiare idea. E poi un musulmano crocifisso per strada all’ombra di San PIetro è destinato a sollevare un polverone mediatico ed etico-morale ed Enrico, secondo i suoi superiori, è l’unico che può chiudere l’indagine in tempi brevi. Solo che quella crocifissione non è un caso isolato e molte altre ne seguiranno, costringendo il poliziotto a indagare su un serial killer.

“INRI – Sura 109” è un progetto seriale di Elena Donadon con la collaborazione di Davide Serino.