Archivio della categoria: FictionLab Workshop#1

maxresdefault

Come argilla tra le mani del vasaio

Ci sono decine di manuali che spiegano come fare un pitch efficace. Ma nessun metodo studiato a tavolino è davvero efficace se non ci si sbarazza, prima di tutto, del tavolino: il pitch è una cosa che si fa in piedi davanti ad una platea di persone venute lì apposta per ascoltarti. Apparentemente non c’entra nulla col mestiere di scrivere. E invece sì, c’entra eccome.

Ecco perché Film Commission Torino Piemonte ha scelto di incentrare il primo dei tre workshop del FictionLab (6-9 dicembre 2014) proprio sul pitch, una pratica non molto consueta dalle nostre parti.

Raccontare a qualcuno la storia che ci piacerebbe scrivere è una cosa abbastanza banale. Raccontarla bene è un altro paio di maniche.

I dodici progetti finalisti della prima edizione del FictionLab, fino a qualche giorno fa erano “solo” dodici storie scritte sulla carta.

Per convincere produttori e broadcaster della bontà di queste storie c’era bisogno di fare un passo in più.

Gli autori dei progetti hanno lavorato fianco a fianco con il Tutor Pitch Gino Ventriglia alla ricerca di un’esposizione che fosse il più efficace possibile, e con i Tutor Development Elena Bucaccio, Nicola Lusuardi e Stefano Sardo concentrandosi sui possibili sviluppi narrativi del materiale presentato.

Come argilla tra le mani del vasaio, le storie hanno cominciato ad assumere forme all’inizio inaspettate; di tanto in tanto il vaso si è guastato, come spesso capita, ma gli autori non si sono arresi: hanno ricominciato da capo con un nuovo vaso, con un nuovo modo di tenerlo tra le mani, e ne hanno modellato un altro e poi un altro ancora…

Dopo tre giornate intense di lavoro, il 9 dicembre alla Scuola Holden di Torino, si è svolta la sessione finale di pitch davanti ai potenziali committenti. Per RAI erano presenti Francesco Nardella e Michele Zatta, per Sky c’era Roberto Amoroso.

Hanno  dato il meglio di sé:

Ivano Fachin (Cus Torino Rugby), Ofelia Catanea e Roberto Di Tanna (Ground), Kristina Svärt e Menotti (Europa), Leonardo D’Agostini, Antonella Lattanzi e Andrea Nobile (Aurora), Giambattista Avellino (Salgemma), Lorenza Cingoli e Martina Forti (L’amico mummia), Matteo Berdini (La quarta generazione), Giancarlo Marzano e Cristiana Astori (I figli del nulla), Marco Campogiani (Questa la tagliamo al montaggio), Umberto Francia e Gianluca Torrente (Il culto), Antonio Manca (Cuore nero), Stefano Di Santi e Valerio Cilio (Leo).

Il 19 dicembre sapremo chi tra loro ce l’ha fatta e quali progetti parteciperanno ai due successivi workshop di sviluppo previsti per i mesi di febbraio e aprile. A quel punto dovranno scrivere. E lì sì che avranno bisogno di tavolini.

 

01117

Leo

Cacciato dalla bottega del Verrocchio per divergenze artistiche, Leonardo si ritrova senza alloggio e senza denaro. Il nostro la prende con rinascimentale sportività: si chiude nella sua stanzetta e comincia a distruggere tutto. Tele, pennelli, disegni, appunti, vaso da notte.

Ma è proprio in quel momento che bussa alla porta un messo del Papa. Ha una proposta di quelle che non si possono rifiutare. In cambio della cancellazione del suo debito, gli chiede di piazzarsi come precettore nella casa di Filippone, una guardia della guarnigione personale di Lorenzo il magnifico, e fare la spia per capirne i piani segreti militari.

I tre figli di Filippone, Bastiano, Fiammetta e Niccolò,  sono tre scapestrati e Leonardo avrà il suo bel da fare per tenerli a bada. Costretto a calarsi in questa nuova realtà, Leonardo scoprirà due cose: la prima è che come baby sitter non è affatto male; la seconda è che il suo talento – fin lì teorico – può finalmente trovare il modo di esprimersi anche grazie all’apporto di quei giovani scalcagnati. 

Figlio illegittimo che non ha mai conosciuto sua madre, Leonardo finalmente ha una famiglia “tutta sua” e si ritrova a vivere per la prima volta quelle emozioni che la vita fin lì gli ha negato. Imparerà cammin facendo a mettere al centro della propria vita le vicende umane, che lo faranno diventare il sorprendente umanista che è stato invece di un talentuoso ma freddo manierista.

LEO è un progetto seriale di Valerio Cilio e Stefano Di Santi.

harry reems 2-2

Questa la tagliamo al montaggio

Claudio Gui, un tempo, era un attore hard molto noto. Erano gli anni gloriosi dei VHS e dei cinema a luci rosse. In America lo chiamavano The gentle beast. Aveva un suo stile unico, inimitabile. Era una vera star.

Un giorno, Davide, un giovane filmmaker alle prime armi, ha un’idea: vuole realizzare un docu-reality a puntate sulla vita di Claudio. Ma oggi Claudio è un uomo diverso: ama la quiete, la buona musica, le giornate in famiglia. Al suo fianco ci sono la moglie Gaia, un carattere forte e dominante, e due figli nel pieno dell’adolescenza, Lucrezia e Furio. La sua vita scorre quieta e noiosa, e una certa sottile inquietudine accompagna le sue giornate vuote.

L’idea di un documentario sulla sua vita non lo entusiasma, ma alla fine si convince che è la cosa giusta da fare per non cadere nella depressione del dimenticatoio che la pensione sembra avergli riservato.

Questa la tagliamo al montaggio è una serie tv comedy appartenente al genere mockumentary (finto documentario) in cui il narratore, Davide e la sua troupe, è interno alla narrazione. Non solo gli attori rompono la “quarta parete” (ad. es guardando in macchina) ma interagiscono con gli autori.

QUESTA LA TAGLIAMO AL MONTAGGIO è un progetto seriale di Marco Campogiani.

20476_9_medium

Aurora

C’è un uomo seduto davanti ad una donna. Le sta raccontando i suoi problemi: attacchi di panico che lo bloccano al lavoro, con le donne. “Vorrei stare bene, dottoressa”. La dottoressa è una donna sui trent’anni, il suo nome è Anna. “Vogliamo cominciare?” Anna si alza, estrae dalla borsa una fascetta di alluminio ricurva, con due cavi. La mette davanti agli occhi. Si collega…

…e bam! C’è un bambino, ha otto anni, è davanti a sua madre che lo sta umiliando, gli dice che sarà un perdente, che non farà mai niente nella vita… il bambino resta in silenzio. Anna isola questa immagine, la proietta in una bolla, la ripete, e ora è Anna a parlare al posto della madre, e il manager che risponde al posto del bambino, avanti e indietro più volte, fino a quando il bambino risponde, ribatte e cambiando la sua reazione cambia la risposta della madre. Ora la madre è amorevole e comprensibile. Il manager sul divano, con ancora la fascetta sugli occhi, piange. Il trauma è sanato. “Abbiamo finito” dice Anna.

Aurora è ciò che rende possibile tutto questo. E’ un app che promette di liberarti dalla tua infelicità. Dalla balbettante timidezza all’elaborazione del lutto, tutto è curabile da Aurora. Non ti chiede denaro in cambio, non ti chiede nemmeno il tempo, visto che nella stragrande maggioranza dei casi basta una sola seduta, ed è uno psy come Anna a venire da te. Tutto quello che ti chiede in cambio è di condividere le tue emozioni con gli altri utenti. Tutte le tue emozioni.

Lo psy, attraverso Aurora, registra e incamera le tue emozioni e le inserisce nei server in modo che chi si collega possa viverle.

Abbiamo ancora bisogno di emozioni vere. Aurora è l’unica che può farcele provare.

AURORA è un progetto seriale di Andrea Nobile, Antonella Lattanzi e Leonardo D’Agostino.

kopalnia1

Salgemma

La tracotanza con cui Luca Giori ha affrontato la vita lo ha portato sul tetto del mondo o almeno a credere di esserci arrivato. Un lavoro da squalo in cui eccelle (è un broker senza scrupoli), un conto in banca a sei zeri, ragazze facili sempre a disposizione. Scopare, pippare cocaina, e fare soldi, in un vortice di adrenalina che lo risucchia spingendolo a sentirsi intoccabile.

Luca ha anche una moglie, che non ama, e una figlia di tre anni, Sofia, che rappresenta l’unico spiraglio di luce nelle tenebre. Ma un giorno anche quel raggio di sole si spegne. Luca si dimentica di Sofia sul seggiolino dell’auto. La bambina muore disidratata dopo una lunga agonia.

Annientato, Luca volta le spalle al mondo credendo così di espiare. Si ritira in un paese sperduto al confine tra Italia e Francia, in cerca di oblio. Ma ben presto scopre che quel paese non è il luogo ameno che credeva. Quel paese nasconde un segreto: è la base logistica di una pericolosa banda criminale che usa la miniera di salgemma abbandonata come raffineria di stupefacenti. Quel paese è il luogo geograficamente più adatto per la produzione e il traffico di droga in Europa.

Riuscirà Luca a darsi una possibilità di riscatto? Riuscirà finalmente a superare l’orribile morte della figlia e ad accettare il peso della colpa?

SALGEMMA è un progetto seriale di Giambattista Avellino.

 

10850882_10205177825790475_1892622554_n

Il culto

Torino, 1917. Mentre la Grande Guerra insanguina l’Italia Sabauda, il delegato di pubblica sicurezza Ascanio Leone indaga su un suicidio avvenuto al Regio Manicomio. La ferma resistenza delle autorità alle sue indagini lo convince che dietro al caso ci sia qualcosa di grosso. Leone è un investigatore brillante, membro della neonata polizia scientifica.

Ma non è l’unico ad investigare. C’è anche Judith Thompson, all’apparenza una giovane antropologa del Museo Egizio, in realtà un agente segreto americano. Le loro strade si incrociano e insieme scoprono una cospirazione che coinvolge non solo la massoneria, che ha aiutato la nascita del Regno d’Italia, ma anche società segrete deviate radicate negli stati coinvolti nel primo conflitto mondiale e che di questo sono le occulte responsabili.

Il burattinaio della cospirazione è Aleister Crowley, passato alla storia come “l’uomo più malvagio del mondo”, a capo di una setta trasversale nota come Il Culto. Lo scopo dei cultisti è folle quanto inquietante. Essi intendono venire a patti con Nyarlatothep, uno degli Dei Esterni dell’antichità più remota, per ottenere l’immortalità a costo dell’annichilimento del resto del genere umano. Per sventare i piani del Culto, Leone e Judith rischiano la vita oltrepassando le trincee del fronte e si scontrano con Crowley. Dagli esiti di questo confronto dipenderà il destino dell’umanità.

IL CULTO è un progetto seriale di Umberto Francia e Gianluca Torrente

neofascisti

Cuore nero

Pietro Soldano, un giovane poliziotto, viene mandato sotto copertura e con false generalità all’interno di una comunità neofascista che ha occupato un vecchio fondaco in rovina, nei pressi dell’immaginario comune piemontese di Ardusio. Il comando di Polizia ritiene che vi si nascondano i responsabili di un omicidio a sfondo politico avvenuto recentemente.

La comunità è una sorta di fattoria sociale molto ben organizzata ma oltre alle attività “alla luce del sole”, Pietro avrà modo di scoprire altre iniziative di segno più spiccatamente squadrista: addestramenti al combattimento, seminari di cultura totalitaria, riti di passaggio che ricordano affiliazioni arcaiche non dissimili da quelle mafiose.

Il poliziotto, che ovviamente finge di aderire al credo fascista, si troverà a stringere amicizia con molti dei sospettati, in particolare con Barabba, che di quella cellula è considerato il leader. Ben presto l’amicizia tra Pietro e Barabba si trasforma in vero e proprio amore, un amore tanto appassionato quanto clandestino…

CUORE NERO è un progetto seriale di Antonio Manca.

gli-inquietanti-protagonisti-de-il-villaggio-dei-dannati-113768

I figli del nulla

Cosa accadrebbe se improvvisamente tutti gli adulti svanissero nel nulla e al mondo restassero solo i bambini?

Mattia e Fabio sono due fratelli di 16 e 13 anni. Durante un weekend nella casa in campagna si avventurano in bicicletta per una gita nei dintorni e al loro ritorno si rendono conto che i genitori sono scomparsi. Dopo l’iniziale euforia dovuta alla totale libertà che l’assenza dei genitori assicura loro, i due, incapaci di autogestirsi, cominciano a preoccuparsi. Dove sono finiti mamma e papà? Questo interrogativo si trasforma presto in un interrogativo più inquietante: dove sono finiti tutti gli adulti?

A Mattia e Fabio si uniscono ben presto altri bambini. Insieme si trovano a vivere in una sorta di Paese dei Balocchi dalle atmosfere apocalittiche, un mondo tragicamente dominato dall’innocenza ferita.

I FIGLI DEL NULLA è un progetto seriale di Giancarlo Marzano e Cristiana Astori.

4197466554_686c2709f7_z

Europa

La morte non troppo accidentale di un boss napoletano, travolto in Svezia da un treno, scatena un’inedita faida tra i centauri scandinavi “Bikers Mafia Bandidos” e la Camorra. La difficile collaborazione tra la polizia italiana e quella svedese contribuisce a trasformare una guerra di mafia in caos.

Europa è la storia di un continente frammentato in cui le frontiere possono essere liberamente attraversate da merci, denaro e criminali. Europa è tutto ciò che può andare storto quando due paesi, geograficamente e culturalmente agli antipodi, sono costretti a cooperare per ristabilire l’ordine.

EUROPA è un progetto seriale di Menotti e Kristina Brigitta Svaerd

tuttiaacasa

La quarta generazione

Francesco è un diciannovenne perlopiù improntato all’indolenza, dedito al binge drinking, poco interessato al futuro, e infastidito dalle relazioni con i genitori e con gli adulti in genere. Attilio, il suo bisnonno, è in fin di vita in un letto d’ospedale. Il ragazzo, egoisticamente incentrato sulla propria adolescenza, vive con distacco l’agonia del vecchio.

Una sera in cui ha bevuto troppo, Francesco ha un incidente con la macchina. Quando riapre gli occhi, si trova disteso in mezzo alla sterpaglia e intorno a lui imperversano colpi di arma da fuoco. Francesco, confuso, fugge, ma poco dopo s’imbatte in un corpo a corpo tra due soldati, ragazzi come lui. Quando si rende conto che quello che sta per soccombere parla italiano, istintivamente interviene in suo aiuto colpendo l’altro soldato, ma contestualmente viene identificato come disertore e portato in cella.

Quella sera, il militare a cui Francesco ha salvato la vita, lo va a trovare per ringraziarlo. Con sua grande sorpresa, Francesco, sempre più confuso, scopre che quel soldato italiano altri non è che il suo bisnonno Attilio.

Un’occhiata ad un ritaglio di giornale è sufficiente a Francesco per rendersi conto, non senza sgomento, di trovarsi nel luglio del 1943…

LA QUARTA GENERAZIONE è un progetto seriale di Matteo Berdini.