Archivio mensile:aprile 2016

artsfon.com-78613

Il Lab dei nove

La rete41 bisPoteri fortiLombroso, InriArianna meccanicaToxicity, Ragazze di confine, L’educazione di Irene.

 

La rete

La rete

Mentre dorme sulle poltroncine dell’aeroporto di Francoforte. Pietro Bottero lo conosciamo così. La barba sfatta, il vestito buono ma sgualcito, una pila di giornali sportivi a fargli da cuscino. Un’occhiata al pannello di arrivi e partenze lo tranquillizza: mancano ancora due ore all’atterraggio del volo Lufthansa proveniente da Mosca. Pietro ha tutto il tempo di recarsi in bagno, radersi, cambiare camicia e sistemarsi i pochi capelli lisci e biondastri con dei precisi colpi di pettine. E’ un uomo nuovo quando alle 9,09 sorseggia un caffè al bancone del bar vista vetrata. Dietro il croccante giornale del mattino, Pietro ha appena adocchiato la sua preda: Yuri Bororin, classe 1988, mezz’ala russa del Manchester City. Il calciatore è accompagnato dalla sua guardia del corpo, dall’algida fidanzata e dal procuratore sovrappeso. La combriccola ha fatto scalo in attesa del volo AZ947 per Genova. Bororin firmerà per la Sampdoria C’è già scritto, nero su rosa, sulla prima pagina della Gazza.

Bel colpo, la Samp. Nulla da dire. Senonché…  Quando Bottero si piazza allo stesso tavolo di Bororin non ha certo bisogno di presentazioni. E’ un po’ che è fuori dal giro, ma la sua fama di direttore sportivo è arrivata anche oltre confine. Un tempo Bottero era il padrone del calcio italiano, prima di beccarsi una squalifica per cinque anni. Roba vecchia però. Ora è tornato. E ci mette davvero poco a convincere Bororin a non salire sull’aereo per Genova, a dirottare su Torino e a firmare un triennale col Toro.

Solo che Bottero non lavora per il Toro, al momento è ancora disoccupato. E’ stata un’iniziativa personale, la sua. Vuole rientrare e vuole farlo a suo modo. Ha una rivincita da prendersi, una vendetta da compiere contro quelli che lo hanno fregato cinque anni prima, e l’unico modo per riuscirci è immergersi nuovamente nel fango del mondo del calcio.

“La rete” è un progetto seriale di Mirko Cetrangolo e Stefano Di Santi.

Toxicity

Toxicity

Che cosa accadrebbe in Italia se una famiglia di occupanti abusivi, numerosa e razzista, fosse costretta a dividere un appartamento popolare con una famiglia di somali in altrettanta precarietà, per errore della stessa amministrazione che da anni gli promette considerazione?

Da qui parte il racconto dell’incontro forzato tra la famiglia Masciopinto, torinesi virulenti e pieni di vita, fascisti anarcoidi e aspiranti artisti tenuti faticosamente insieme da un capofamiglia che coltiva inconsciamente il sogno di abbandonare tutti e fuggire, e la famiglia di Abdirashid, un somalo che vivacchia con un permesso di protezione sussidiaria mantenendo due figli piccoli e una moglie che ha un unico obiettivo: raggiungere la sorella in Danimarca con tutta la famiglia.

Questi due sistemi familiari, separati apparentemente da anni luce per cultura e interessi, finiranno presto per collidere. E nel più fragoroso dei modi.

Tra di loro s’innestano le vicende della famiglia Buondonno – un ras di Barriera di Milano – e della famiglia Giolo – quella del vigile-sceriffo di Barriera di Milano, un piccolo Kojak incrociato con Dexter, che sogna di ripulire Barriera da Buondonno e tutti i mafiosetti del quartiere a bordo della sua punto bianca primo modello.

A incorniciare il racconto delle aspirazioni delle quattro famiglie un misterioso delitto…

“Toxicity” è un progetto seriale di Matteo Berdini e Ulrik Brüel Gerber.

L'educazione di Irene

L’educazione di Irene

Se il mondo è assurdo – o comunque opaco, indecifrabile -, diceva Jean Claude Carrière, bisogna ascoltare la voce di coloro la cui mente è apparentemente stravolta. Essi hanno forse maggiori possibilità di noi (noi, i “normali”) di penetrare nella boscaglia in cui viviamo. Essi hanno forse un contatto diretto col nodo oscuro delle cose. Hanno perso la testa a nostro maggior beneficio.

A Torino, nella periferia più degradata, tra le fabbriche abbandonate e i campi rom, c’è un’anonima palazzina che ospita cinque persone affette da disagio psichico. In questa comunità finisce a scontare una pena detentiva Irene, ragazza cinica, superficiale e pure un po’ zoccola. Centinaia di ore di servizi socialmente utili, per una come lei, abituata a vivere di squallidi espedienti, equivalgono all’inferno. E così il mondo di Irene e quello della comunità entrano in collisione. Eppure Irene, che nonostante la disavventura giudiziaria non ha mai abbandonato il proprio sogno di gloria di arricchirsi con il gioco più sporco che c’è (la politica), decide di sfruttare gli ospiti della struttura psichiatrica a suo vantaggio. Il cinismo vincerà?

“L’educazione di Irene” è un progetto seriale di Matteo Carlomagno e Lorenzo Colonna.

Lombroso

Lombroso

Perché mai uno scienziato positivista e razionale, affermato e celebre, a un certo punto della vita, avrebbe avallato le tesi dello spiritismo, andando incontro a forti contestazioni accademiche?

Dopo un prologo nel 1873 in cui Lombroso con l’assistente Tenchini riesce ad arrestare Vincenzo Verzeni, il primo serial killer italiano, la storia ci trasporta direttamente a fine secolo, nel 1893, all’epoca in cui lo scienziato, a capo del manicomio criminale di Torino, si trova alle prese con una serie di omicidi che fomentano non solo il terrore in città, ma anche strane superstizioni: pare che l’omicida sia la figura fantasmatica di una donna velata, personaggio leggendario della Torino di metà Ottocento.

Aiutato dal fido Carrara, Lombroso setaccerà gli ambienti torinesi dovendosi da una parte confrontare con la commissione investigativa del monarchico Gualdi, severo e scettico, e dall’altra con figure misteriose come la medium Eusapia Palladino. Parallelamente dovrà tutelare la sua vita familiare, con la figlia Gina ribelle e filoanarchica, la figlia Paola fidanzata con Carrara e sempre a rischio coinvolgimento, la moglie Nina e i tre figli minorenni Ugo, Leo e Arnaldo preoccupati per il carico di stress di cui si fa carico il padre.

Il desiderio della verità è l’elemento che distingue le menti brillanti dai comuni mortali. La spinta verso l’ignoto e la conoscenza sono alla base di scoperte, intuizioni, invenzioni. E spesso anche vere e proprie avventure, come in questo caso.

“Lombroso” è un progetto seriale di Luca Pedretti e Giustino Pennino con la collaborazione di Davide Orsini.

Slide5

INRI – Sura 109

Surat al-Kafirun è il nome della Sura 109 del Corano. Al-Kafirun significa “i miscredenti”. La Sura dei miscredenti è un’invocazione: a voi la vostra religione, a me la mia.

E’ l’alba. In un vicolo di Roma una volante dei carabinieri è parcheggiata a bloccare il transito in modo che nessuno possa intralciare la scena del crimine su cui torreggia massiccio Enrico Parenti, 45 anni, del nucleo investigativo dei ROS. Osserva il cadavere ai suoi piedi: un ragazzo nordafricano crocifisso a terra, le mani e i piedi inchiodati nelle fessure dei sanpietrini, al posto della corona di spine un taglio seghettato intorno alla testa.

Enrico inizialmente non vorrebbe seguire il caso, ma il ritorno del figlio Claudio, che ha appena deciso di abbracciare l’Islam, contribuisce a fargli cambiare idea. E poi un musulmano crocifisso per strada all’ombra di San PIetro è destinato a sollevare un polverone mediatico ed etico-morale ed Enrico, secondo i suoi superiori, è l’unico che può chiudere l’indagine in tempi brevi. Solo che quella crocifissione non è un caso isolato e molte altre ne seguiranno, costringendo il poliziotto a indagare su un serial killer.

“INRI – Sura 109” è un progetto seriale di Elena Donadon con la collaborazione di Davide Serino.

Slide3

Poteri forti

In Italia la disciplina più popolare è la dietrologia. Nel mare indiscriminato di informazioni disponibili al giorno d’oggi, i dietrologi e i complottisti sguazzano felici! E il bersaglio di quanti vedono “manine” dietro a qualsiasi fatto o avvenimento sono quasi sempre i “Poteri forti”. Evocati quando c’è un’indagine scomoda che tocca qualcuno, tirati in ballo quando non si riesce a risolvere un mistero… Non c’è politico, giornalista o uomo della strada che almeno una volta non abbia evocato i mitici, fantomatici, misteriosamente ambigui… Poteri forti!

Desideroso di smascherare questi maledetti Poteri forti, un manipolo di bloggers squinternati, lavora alacremente nella bislacca redazione di un giornale on line, intento a smascherare bufale e complotti provenienti dal mondo del web, finché un giorno, un complotto tutt’altro che inventato li trascina in un vortice di avventure esilaranti…

“Poteri forti” è un progetto seriale di Paolo Borraccetti con la collaborazione di Gianluca Bernardini.

Slide8

Ragazze di confine

In Friuli Venezia Giulia, dopo la fine del secondo conflitto mondiale, s’impone un Governo Militare Alleato angloamericano. Trieste affronta in questi anni una situazione unica nel suo genere: è divisa in zona A, in mano agli alleati, e Zona B, ancora sotto il governo jugoslavo. Tutti vogliono la città: gli italiani, gli sloveni, i triestini, i comunisti della Venezia Giulia e i comunisti di Tito. Per gestire questa condizione, il Governo Militare Alleato si dota di un organo di difesa: la Venezia Giulia Police Force o, in italiano, Polizia Civile. Per la prima volta in Europa, la Polizia Civile comprende un corpo femminile. Le prime ragazze ammesse nel nuovo corpo di Polizia sono 26. Vengono chiamate le triestine.

Viola assomiglia alla sua città: diffidente, contesa, scissa. Come Trieste deve stabilire con certezza i propri confini, così Viola deve imparare ad accettare i propri limiti; come Trieste è segnata dalle cicatrici della guerra, così in Viola è ancora aperta la ferita del suo passato. Diventare una poliziotta è stato il primo passo sul cammino dell’espiazione. La colpa che vuole cancellare risale ad un lontano pomeriggio di molti anni prima in cui assistette inerme allo stupro e all’omicidio della sua migliore amica.

Il caso che è chiamata a risolvere, una serie di omicidi apparentemente scollegati che invece rivelano di avere un tratto comune nelle atrocità perpetrate nella Risiera di San Sabba (il lager nazista di Trieste), è una catabasi che la costringe ad affrontare i suoi demoni fino a capire che solo dominandoli potrà cancellare il proprio senso di colpa.

“Ragazze di confine” è un progetto seriale di Benedetta Gallo, Lara Prando e Raffaella Persichella.

41 bis

41 bis

Nelle carceri italiane ci sono cento morti in media ogni anno, decine di suicidi, un sovraffollamento che in Europa è secondo solo a quello della Serbia. Lo strapotere delle organizzazioni mafiose all’interno delle strutture e i tagli al bilancio dell’amministrazione penitenziaria peggiorano la situazione. La Corte europea dei Diritti dell’Uomo ha più volte condannato l’Italia per il trattamento inumano inflitto agli ospiti delle strutture carcerarie.

Diego finisce dentro, accusato ingiustamente dell’omicidio di sua madre. Fuori studiava per diventare avvocato. In carcere trova un mondo con regole proprie. Ci sono i calabresi, che gestiscono il traffico di droga, ci sono i siciliani affiliati a Cosa Nostra, e poi i camorristi, gli slavi, gli indi e infine i cani randagi, quelli che un gruppo non ce l’hanno e lavorano per chi gli conviene. Ma nel padiglione del 41 bis c’è anche un’oscura presenza, un uomo che da solo governa le sorti di quel mondo e che conosce Diego molto bene. O meglio: lo ha visto venire al mondo e poi ne ha perso le tracce. E’ suo padre.

Ed è così che Diego scopre di non essere lì per caso. Nemmeno l’omicidio di sua madre è stato un caso. Lì, nelle segrete dell’inferno, c’è un sovrano che pretende il suo erede al trono.

“41 bis” è un progetto seriale di Ivano Fachin e Sofia Bruschetta.