41 bis

41 bis

Nelle carceri italiane ci sono cento morti in media ogni anno, decine di suicidi, un sovraffollamento che in Europa è secondo solo a quello della Serbia. Lo strapotere delle organizzazioni mafiose all’interno delle strutture e i tagli al bilancio dell’amministrazione penitenziaria peggiorano la situazione. La Corte europea dei Diritti dell’Uomo ha più volte condannato l’Italia per il trattamento inumano inflitto agli ospiti delle strutture carcerarie.

Diego finisce dentro, accusato ingiustamente dell’omicidio di sua madre. Fuori studiava per diventare avvocato. In carcere trova un mondo con regole proprie. Ci sono i calabresi, che gestiscono il traffico di droga, ci sono i siciliani affiliati a Cosa Nostra, e poi i camorristi, gli slavi, gli indi e infine i cani randagi, quelli che un gruppo non ce l’hanno e lavorano per chi gli conviene. Ma nel padiglione del 41 bis c’è anche un’oscura presenza, un uomo che da solo governa le sorti di quel mondo e che conosce Diego molto bene. O meglio: lo ha visto venire al mondo e poi ne ha perso le tracce. E’ suo padre.

Ed è così che Diego scopre di non essere lì per caso. Nemmeno l’omicidio di sua madre è stato un caso. Lì, nelle segrete dell’inferno, c’è un sovrano che pretende il suo erede al trono.

“41 bis” è un progetto seriale di Ivano Fachin e Sofia Bruschetta.

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