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Il verdetto

Infine giunse il verdetto.

La commedia “per adulti” QUESTA LA TAGLIAMO AL MONTAGGIO si aggiudica il premio della Giuria di Eccellenza FCTP e la menzione speciale della Giuria APT.

La commedia per ragazzi L’AMICO MUMMIA  si aggiudica il Premio Giuria APT, ex aequo con il thriller gotico IL CULTO, e la menzione speciale di Rai FIction.

Il premio della Giuria Rai Fiction va alla fantascienza di AURORA mentre Sky sceglie di premiare il noir SALGEMMA.

Ora l’obbiettivo, per tutti, non può che essere la realizzazione.

Nell’attesa, un piccolo assaggio…

QUESTA LA TAGLIAMO AL MONTAGGIO

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Una filmmaker alle prime armi, ha un’idea: vuole realizzare un docu-reality a puntate sulla vita di Claudio, celebre divo del porno ormai in pensione. Oggi Claudio è un uomo diverso: ama la quiete, la buona musica, le giornate in famiglia. Al suo fianco ci sono la moglie Gaia, un carattere forte e dominante, e due figli nel pieno dell’adolescenza. La sua vita scorre quieta e noiosa, e una certa sottile inquietudine accompagna le sue giornate vuote. L’idea di un documentario sulla sua vita non lo entusiasma, ma alla fine si convince che è la cosa giusta da fare per non cadere nella depressione del dimenticatoio che la pensione sembra avergli riservato. Claudio sul set crede di avere tutto sotto controllo, ma un docu-reality non è esattamente il suo habitat. Ci vuole poco per realizzare in quale orgia di sentimenti nuovi s’è cacciato. Presto la vita della sua famiglia viene sconvolta.

L’AMICO MUMMIA

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Cosa accadrebbe se una mummia del Museo Egizio di Torino si risvegliasse e irrompesse nella vita di una famiglia dei giorni nostri? E se quella mummia fosse un ragazzo di sedici anni e a risvegliarla fosse involontariamente una sua coetanea?

Berenice, detta Berni, ha 16 anni e mille problemi. A cominciare da quel rene malato che la costringe alla dialisi da molti anni. E poi un padre che non ha mai conosciuto; una madre, Gloria, che la soffoca con le sue attenzioni e riversa su di lei tutte le sue ansie. E per finire la scuola, dove Berni non è certo popolare. L’amico mummia, tremila anni fa era il faraone Tutmosi. Nel mondo di oggi, Tutmosi è solo un adolescente pieno di guai e si attacca a Berni, l’unica persona su cui può davvero contare… Perché Tutmosi ha un obiettivo da compiere se vuole continuare a vivere: trovare la pozione che gli darà l’immortalità. E lo farà accanto a Berni che con il pensiero della morte ci convive fin da quando era piccola.

lL CULTO

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Primavera del 1914, l’Europa è scossa da forti tensioni politiche e sociali. Torino, capitale del regno d’Italia fino al 1865, non fa eccezione. Il delegato di pubblica sicurezza Ascanio Leone indaga su un suicidio avvenuto al Regio Manicomio. La ferma resistenza delle autorità alle sue indagini lo convince che dietro al caso ci sia qualcosa di grosso. Leone è un investigatore brillante, membro della neonata polizia scientifica.

Ma non è l’unico ad investigare. C’è anche Judith Thompson, all’apparenza una giovane antropologa del Museo Egizio, in realtà un agente segreto americano. Le loro strade si incrociano e insieme scoprono una cospirazione che coinvolge anche la massoneria, che ha aiutato la nascita del Regno d’Italia.

Il burattinaio della cospirazione è Aleister Crowley, passato alla storia come “l’uomo più malvagio del mondo”, a capo di una setta trasversale nota come Il Culto. Per sventare i piani del Culto, Leone e Judith rischieranno la vita oltrepassando le trincee del fronte e si scontreranno con Crowley. Dagli esiti di questo confronto dipenderà il destino dell’umanità.

 

AURORA

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Il futuro è arrivato e ha un nome: Aurora. Aurora è una app in grado di soddisfare il più urgente bisogno di ogni uomo: la felicità. Ma Aurora è anche una multinazionale con sedi in tutto il mondo, e i suoi operatori si chiamano psy. La psy migliore di tutti si chiama Anna: è brillante, intelligente, ha una bella vita, radicata su solide basi sentimentali. Ma cosa succederà quando Anna, proprio tramite Aurora, fino a quel momento utilizzato come strumento di cura su sconosciuti clienti, scoprirà segreti inconfessabili che riguardano tutte le persone che ama e che la circondano? 

SALGEMMA

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La tracotanza con cui Luca Giori ha affrontato la vita lo ha portato sul tetto del mondo spingendolo a sentirsi intoccabile. Un lavoro da broker in cui eccelle, un conto in banca a sei zeri, ragazze facili sempre a disposizione. Luca ha anche una moglie, che non ama, e una figlia di tre anni, Sofia, che rappresenta l’unico spiraglio di luce nelle tenebre. Ma un giorno anche quel raggio di sole si spegne. Luca si dimentica di Sofia sul seggiolino dell’auto. La bambina muore disidratata dopo una lunga agonia. Annientato, Luca volta le spalle al mondo credendo così di espiare. Si ritira in un paese sperduto al confine tra Italia e Francia, in cerca di oblio. Ma ben presto scopre che quel paese non è il luogo ameno che credeva. Quel paese nasconde un segreto: è la base logistica di una pericolosa banda criminale che usa la miniera di salgemma abbandonata come deposito clandestino di un traffico internazionale d’armi. Riuscirà Luca a darsi una possibilità di riscatto? Riuscirà finalmente a superare l’orribile morte della figlia e ad accettare il peso della colpa?

 

 

 

 

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Chiusura

C’è una celebre vignetta dei Peanuts in cui un ascetico Linus sentenzia: “Nulla dura per sempre. Tutte le belle cose devono finire”, e un malinconico Charlie Brown ribatte: “E quando cominciano?”

La prima edizione del FictionLab è finita proprio come le cose belle, ma la cosa ancora più bella è che ricordiamo perfettamente quando tutto è cominciato: i 500 progetti arrivati, la difficile selezione per determinare i 12 da portare al workshop#1, le giornate intense di lavoro collettivo in preparazione del pitching day alla Scuola Holden di Torino, la sofferta rinuncia a 4 dei 12 progetti e la scelta degli 8 finalisti, il workshop#2 e il lavoro importante di riscrittura e rielaborazione, la grande stanchezza e ciò nonostante l’immensa disponibilità degli autori, e infine il workshop#3 e la sottile malinconia che rimane quando tutto finisce.

Gli autori degli otto progetti finalisti ora avranno a disposizione una ventina di giorni o poco più per oliare gli ingranaggi narrativi delle loro storie in vista della consegna definitiva.

Ne approfittiamo per augurare in bocca al lupo a Lorenza Cingoli, Martina Forti e Massimo Bacchini per L’AMICO MUMMIA; Leonardo D’Agostini, Antonella Lattanzi e Andrea Nobile per AURORA; Umberto Francia, Marcello Olivieri e Gianluca Torrente per IL CULTO; Menotti e Kristina Svard (ai quali si è unito in extremis Ulrik Brüel Gerber) per EUROPA; Ofelia Catanea, Roberto Di Tanna e Andrea Leanza per GROUND; Matteo Berdini e Chiara Laudani per LA QUARTA GENERAZIONE; Marco Campogiani e Tommaso Capolicchio per QUESTA LA TAGLIAMO AL MONTAGGIO; Giambattista Avellino per SALGEMMA.

Tra di loro c’è il vincitore di questa entusiasmante prima edizione del FictionLab.

Per sapere chi è, continuate a seguirci!

P.S. La cerimonia di premiazione è prevista per i primi di luglio.

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Il culto – Parlano gli autori

Umberto Francia e Gianluca Torrente (ai quali si è affiancato Marcello Olivieri in fase di lavorazione) ci parlano dello sviluppo del loro progetto seriale,  “Il culto”.

Come avete lavorato in questi mesi?

Umberto: La grande sfida di questo progetto, fin dall’inizio, è stata quella di raccontare al meglio una grande architettura mitologica. Ci stiamo impegnando per fare in modo che tutto questo si traduca in una forma drammaturgica soddisfacente.

Gianluca: Lavorare sul pitch ci ha aiutato molto per la riscrittura e per capire cosa potevamo raccontare e cosa no. Il nostro tutor, Nicola Lusuardi, ci ha chiesto inizialmente la scaletta di un pilota e in seguito la scaletta dell’intera stagione. Ed è sostanzialmente su questo che ci siamo concentrati in questi mesi.

Come si sta evolvendo “Il culto” rispetto al pitch di dicembre?

U: Da dicembre ad oggi c’è stata una grossa evoluzione. Se magari all’inizio non capivamo bene il senso di questo percorso, poi ci siamo resi conto di quanto tutti i feedback ricevuti fossero estremamente preziosi. E anche il fatto che si sia affiancato uno sceneggiatore esperto come Marcello è stato positivo.

G: Noi speriamo che “Il culto” si stia evolvendo non solo per quanto concerne la scrittura… Lo abbiamo fatto leggere ad un’agenzia USA che si occupa di vendere progetti non americani negli Stati Uniti. Stiamo a vedere che succede…

Qual è il vostro obiettivo di questo secondo workshop?

U: Siamo totalmente proiettati sul soggetto finale. Il nostro obiettivo è risolvere gran parte delle criticità che ancora ci sono e arrivare alla definizione di un concept vendibile. “Il culto” non è una serie facile ma rientra comunque in un genere narrativo, quello horror, che ha un suo pubblico di riferimento.

G: Fin dalla lettura del bando abbiamo cercato di ragionare su qualcosa che fosse prima di tutto un prodotto commercialmente appetibile. Grazie al lavoro che stiamo facendo qui, questo è un traguardo che ci sentiamo di poter raggiungere.

Come giudicate fin qui l’esperienza del FictionLAb?

U: Fantastica. L’approccio del FictionLab è quello che noi auspichiamo per l’industria. Siamo abituati a scrivere fiction pensando tanto al pubblico e poco alle storie. Qui finalmente si dà la precedenza alle storie. E poi FictionLab rappresenta qualcosa che si differenzia molto dallo stagno in cui siamo soliti sguazzare nel nostro ambiente dove c’è poca circolazione delle idee e pochissimo scambio.

G: Questo è un laboratorio dove le idee vengono continuamente messe in discussione. Non c’è competizione ma solo cooperazione e collaborazione attiva. Le critiche ci stanno aiutando ad andare avanti. Lavorare tre giorni qui insieme ad altri professionisti è meglio di mille revisioni da soli.